Forte Spagnolo - Castello Cinquecentesco
Il Forte spagnolo, comunemente chiamato il Castello, fu fatto costruire nel 1534 dal Principe Filiberto d'Orange, nel luogo dove nel 1401, Re Ladislao aveva fatto erigere una rocca per la repressione contro i cittadini ribelli dell'Aquila.
Nel 1843 venne sostituito il ponte di legno semilevatoio con l'ultima campata di quello attuale, in pietra. Il forte, a pianta quadrata, non fu mai utilizzato dal punto di vista militare ma solo come alloggiamento per le truppe. I suoi muri lunghi 130 metri e larghi dai 10 ai 5 metri, hanno poderosi bastioni angolari. Il castello è circondato da un profondo fossato (14 metri), ed è alto circa 30 metri da terra, anche se una parte si sviluppa sottoterra con camminamenti sotterranei e gallerie.
All'interno é ospitato il museo nazionale d'Abruzzo. Nel bastione a destra dell'ingresso si trova lo scheletro di un mammuth rinvenuto nei pressi della città nel 1954.
Fontana delle 99 cannelle
La fontana delle 99, detta della Riviera, fu inizialmente costruita per due lati nel 1272 per volontà del governatore Lucchesino Aleta, per ricordare i castelli che contribuirono alla nascita della città. Il lavoro fu commissionato al maestro Tancredi da Pentima.
Nel 1582 fu costruito il terzo lato su disegno di Alessandro Ciccorone. Il muro che circonda la fontana, costruito in pietre bianche e rosa, è del XV secolo.
Attualmente la fontana si presenta con un muro a scacchi rosa e bianco e 99 getti, 93 dei quali fuoriescono dalla bocca dei mascheroni in pietra (uomini, donne, satiri, guerrieri e animali) che versano acqua nel sottostante lavatoio. 6 getti furono infatti aggiunti successivamente. La cosa che rende caratteristica questa fontana è che ancora non si conosce l'origine dell'acqua che sgorga dai getti.
La cinta muraria e le porte d’accesso
In pietra bianca, spesse due metri e lunghe 4,8 km, le mura intorno a L’Aquila furono completate nel 1316. Lungo il tracciato si innalzavano 86 torri merlate, sulle quali spiccava la Torre Civica, e si aprivano ben 17 porte di collegamento con il territorio circostante, storicamente considerato parte integrante della città. Col tempo molte porte furono murate, fino a lasciarne aperte quattro, una per ogni quarto: Porta Barete per S. Pietro, Porta Bazzano per l’attuale Santa Giusta, Porta Rivera per S. Giovanni e Porta Paganica per S. Maria Paganica.
Oggi le porte in uso in città sono:
- Porta Branconia, lungo Viale Duca degli Abruzzi, all’altezza di Piazza S. Silvestro, restaurata da pochi anni;
- Porta Rivera, ricostruita dopo il terremoto del 1703 e posta in una zona di grande interesse archeologico, poiché le mura che la circondano poggiano su una zoccolatura più antica della città stessa;
- Porta Roiana, restaurata recentemente, nei pressi della chiesa S. Maria del Borgo o delle Buone Novelle;
- Porta Napoli, inizialmente chiamata Porta S. Ferdinando;
- Porta Bazzano, la cui esistenza era già attestata nel 1400, ma che fu ricostruita dopo il sisma del 1703 e restaurata negli ultimi mesi;
- Porta Leone, vicina alla Basilica di S. Bernardino, il cui nome deriva dal capitano regio Leone di Cicco da Cascia, direttore dei lavori di fortificazione;
- Porta Castello, nei pressi del Forte Spagnolo, originaria del XVI secolo, ma ricostruita nel 1769.
La Fontana Luminosa
Situata in Piazza Battaglione degli Alpini, la Fontana Luminosa fu costruita nel 1934 dallo scultore Nicola D'Antino. Essa consta di una struttura marmorea su cui troneggiano due nudi femminili in bronzo sorreggenti la tipica "conca abruzzese". Recentemente restaurata, la fontana offre di notte un suggestivo gioco di luci colorate, da cui deriva il nome. Lo stesso vale per l'inverno, quando a ricoprirla è uno spesso strato di ghiaccio.