Cosa visitare a L’Aquila

L’Aquila è la città capoluogo della regione Abruzzo, situata a 721 metri s.l.m. in una conca circondata dalle montagne più alte dell’Appennino: il Gran Sasso, la Maiella e il Velino-Sirente.
L’Aquila è la più importante città abruzzese per le sue radici storiche e per i suoi monumenti, ancora oggi racchiusi in gran parte tra le mura medievali.
La struttura tipica a scacchiera, con forti dislivelli e poche vie in piano, conferisce alla città un aspetto pittoresco, arricchito da inaspettati e bellissimi scorci panoramici sui monti che la circondano.
Accanto all’aspetto paesaggistico, L’Aquila vanta anche nobili tradizioni culturali, alimentate grazie a eventi teatrali, musicali e artistici.

Cosa vedere a L’Aquila

Basilica di Collemaggio

Nel 1275 Pietro da Morrone, di ritorno da Lione si fermò a riposare in un luogo vicino la città chiamato Collemaggio.
In sogno Pietro raccolse il desiderio della Vergine Maria di un tempio a Lei dedicato.
Su quel colle oggi sorge la Chiesa più celebre della città.
Sulla sinistra della Basilica é situata la Porta Santa.
Nel 1294 Pietro da Morrone entrò da questa Porta per essere incoronato Papa con il nome di Celestino V.

Basilica di S. Bernardino

La Basilica di S. Bernardino da Siena é la più grande chiesa rinascimentale in Abruzzo e fu iniziata a costruire nel 1454 pochi anni dopo la morte di San Bernardino da Siena (1380-1444), francescano e predicatore, che soggiornò a l’Aquila e vi fondò la congregazione dei Frati di San Bernardino.
La costruzione fu portata avanti da S. Giovanni da Capestrano e S. Giacomo della Marca, discepoli di san Bernardino, e terminò dopo circa venti anni.
La facciata è attribuita a Cola dell’Amatrice e si presenta con tre ordini sovrapposti nei tre diversi stili classici, dorico, ionico e corinzio ed in alto è possibile vedere i monogrammi bernardiniani.

Fontana delle 99 cannelle

La fontana delle 99, detta della Riviera, fu inizialmente costruita per due lati nel 1272 per volontà del governatore Lucchesino Aleta, per ricordare i castelli che contribuirono alla nascita della città. Il lavoro fu commissionato al maestro Tancredi da Pentima.
Nel 1582 fu costruito il terzo lato su disegno di Alessandro Ciccorone. Il muro che circonda la fontana, costruito in pietre bianche e rosa, è del XV secolo.
Attualmente la fontana si presenta con un muro a scacchi rosa e bianco e 99 getti, 93 dei quali fuoriescono dalla bocca dei mascheroni in pietra (uomini, donne, satiri, guerrieri e animali) che versano acqua nel sottostante lavatoio. 6 getti furono infatti aggiunti successivamente. La cosa che rende caratteristica questa fontana è che ancora non si conosce l’origine dell’acqua che sgorga dai getti.

La cinta muraria e le porte d’accesso

In pietra bianca, spesse due metri e lunghe 4,8 km, le mura intorno a L’Aquila furono completate nel 1316. Lungo il tracciato si innalzavano 86 torri merlate, sulle quali spiccava la Torre Civica, e si aprivano ben 17 porte di collegamento con il territorio circostante, storicamente considerato parte integrante della città. Col tempo molte porte furono murate, fino a lasciarne aperte quattro, una per ogni quarto: Porta Barete per S. Pietro, Porta Bazzano per l’attuale Santa Giusta, Porta Rivera per S. Giovanni e Porta Paganica per S. Maria Paganica.

Oggi le porte in uso in città sono:

  • Porta Branconia, lungo Viale Duca degli Abruzzi, all’altezza di Piazza S. Silvestro, restaurata da pochi anni;
  • Porta Rivera, ricostruita dopo il terremoto del 1703 e posta in una zona di grande interesse archeologico, poiché le mura che la circondano poggiano su una zoccolatura più antica della città stessa;
  • Porta Roiana, restaurata recentemente, nei pressi della chiesa S. Maria del Borgo o delle Buone Novelle;
  • Porta Napoli, inizialmente chiamata Porta S. Ferdinando;
  • Porta Bazzano, la cui esistenza era già attestata nel 1400, ma che fu ricostruita dopo il sisma del 1703 e restaurata negli ultimi mesi;
  • Porta Leone, vicina alla Basilica di S. Bernardino, il cui nome deriva dal capitano regio Leone di Cicco da Cascia, direttore dei lavori di fortificazione;
  • Porta Castello, nei pressi del Forte Spagnolo, originaria del XVI secolo, ma ricostruita nel 1769.

La Fontana Luminosa

Situata in Piazza Battaglione degli Alpini, la Fontana Luminosa fu costruita nel 1934 dallo scultore Nicola D’Antino. Essa consta di una struttura marmorea su cui troneggiano due nudi femminili in bronzo sorreggenti la tipica “conca abruzzese”. Recentemente restaurata, la fontana offre di notte un suggestivo gioco di luci colorate, da cui deriva il nome. Lo stesso vale per l’inverno, quando a ricoprirla è uno spesso strato di ghiaccio.

Forte Spagnolo – Castello Cinquecentesco

Seppur attualmente non visitabile all’interno, vi consigliamo assolutamente una passeggiata nel parco circostante, luogo di passeggio per molti aquilani, da dove è possibile ammirare l’imponenza della struttura e il nuovo Auditorium di Renzo Piano, realizzato negli anni successivi al sisma.

Il Forte spagnolo, comunemente chiamato il Castello, fu fatto costruire nel 1534 dal Principe Filiberto d’Orange, nel luogo dove nel 1401, Re Ladislao aveva fatto erigere una rocca per la repressione contro i cittadini ribelli dell’Aquila.
Nel 1843 venne sostituito il ponte di legno semilevatoio con l’ultima campata di quello attuale, in pietra. Il forte, a pianta quadrata, non fu mai utilizzato dal punto di vista militare ma solo come alloggiamento per le truppe. I suoi muri lunghi 130 metri e larghi dai 10 ai 5 metri, hanno poderosi bastioni angolari. Il castello è circondato da un profondo fossato (14 metri), ed è alto circa 30 metri da terra, anche se una parte si sviluppa sottoterra con camminamenti sotterranei e gallerie.
All’interno é ospitato il museo nazionale d’Abruzzo. Nel bastione a destra dell’ingresso si trova lo scheletro di un mammuth rinvenuto nei pressi della città nel 1954.

Il Duomo

Attualmente non visitabile a causa del terremoto che ha colpito L’Aquila nel 2009.

Il Duomo, dedicato al santo protettore dell’Aquila, San Massimo martire detto di Aveia fu edificato nel XII secolo e ricostruito dopo il terremoto del 1703. La facciata, di stile neoclassico, risale al 1851 ed è caratterizzata da quattro colonne ioniche nella parte inferiore e da due torri laterali. Sopra l’architrave della porta maggiore sono visibili tre stemmi: lo stemma del Pontefice, lo stemma del Capitolo Metropolitano e lo stemma dell’Arcivescovo. L’interno è caratterizzato da un’ampia navata centrale, e due navate minori e conserva la tomba Agnifili di Silvestro dell’Aquila, un prezioso coro ligneo del settecento e dipinti dei secoli XV-XIX . L’altare maggiore (XVIII secolo), sotto al quale furono deposte le reliquie di S. Massimo, è attribuito a Mannella di Pescocostanzo.